PER VALUTARE A PRIMA VISTA IL GRADO DI SICUREZZA DI UNA PORTA
BLINDATA BASTA CERCARE SULLA PORTA STESSA
L'ETICHETTA CHE RIPORTA LA CLASSE D'OMOLOGAZIONE


Le norme UNI 9569 ed ENV 1627 - nazionale la prima, europea la seconda - stabiliscono le prove che le porte blindate devono superare per essere definite tali, le classificano in base alla loro resistenza all'effrazione e prescrivono che sulla porta stessa sia indicato il costruttore, la classe di certificazione ed il numero di matricola. Ciò impedisce, tra l'altro, che un modello non certificato passi per tale.

LA CERTIFICAZIONE È UN ATTESTATO RILASCIATO SOLO AI MODELLI DI PORTA CHE SUPERANO TEST ALTAMENTE SELETTIVI.

All'esecuzione dei test e all'eventuale rilascio dell'omologazione sono preposti laboratori ed istituti ufficialmente riconosciuti, ai quali ogni azienda costruttrice che voglia omologare un proprio modello deve rivolgersi.

Sensibile ed attenta alle esigenze del consumatore, Torterolo & Re ha sempre attribuito grande importanza alle normative: già nel 1995 le porte blindate erano state testate secondo la Norma UNI 9569, ottenendo la Classe 2.

 
Nel 2000 Torterolo & Re ha rinnovato il proprio impegno: tutti i modelli in produzione - ad uno e a due battenti - sono stati testati con successo secondo la Norma ENV 1627.
L'esame cui le porte sono state sottoposte a tal fine prevede, oltre alla verifica del progetto, prove reali di scasso e sfondamento.
 
  PROVE REALI DI SCASSO

Un operatore sottopone il campione di porta esibito dal costruttore ad un vero e proprio tentativo di scasso da "professionista".
Per farlo si serve, in successione ed in combinazione, di una serie completa di attrezzi: da quelli manuali a quelli elettrici con potenze fino a 2000 W e peso fino a 20 Kg.

Le prove prevedono:
- Prove di sfondamento sul lato cerniere
- Prove di sfondamento sul lato serratura
- Prove di perforazione dell'anta
- Prove di forzatura e strappo della serratura.

L'operatore dispone di un tempo prestabilito per vincere le resistenze della porta.

 
  PROVE DI SFONDAMENTO

Il campione è sottoposto a sollecitazioni statiche e dinamiche di carichi elevati, concentrati in aree circoscritte.
Spesso il ladro attacca la porta con martinetti idraulici o attrezzi similari, oppure la prende a spallate, o a calci: è proprio questo che i tecnici fanno in laboratorio, simulando l'"effetto spinta".